LA SACRA SCRITTURA

La lingua


La Bibbia è stata scritta usando tre lingue diverse: l’ebraico, l’aramaico ed il greco. Come tutti sanno ogni lingua è espressione della cultura di un popolo e lingue diverse costituiscono modi diversi con cui i popoli si configurano la realtà. Un esempio dei tempi moderni: se io pronuncio la parola “colazione” a che cosa penserà un italiano? Forse ad un cappuccino con una brioche o qualcosa di simile, mentre ad un tedesco verrà in mente una tavola imbandita con uova, wurstel, pane imburrato e via discorrendo ed un inglese? Non si vedrà forse già seduto davanti ad un bel piatto di uova e pancetta? Ma io, non ho sempre usato la stessa parola “colazione”? L’esempio è un po’ terra-terra, ma serve per far capire come in diverse culture la stessa parola, pur mantenendo il suo significato primario (nel nostro caso di “primo pasto della giornata”), presenta in realtà varie sfaccettature che devono essere prese in considerazione se si vuol capire a fondo il concetto espresso. La Dei Verbum a tal proposito dice testualmente: “...Poiché Dio nella Sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini e alla maniera umana, l’interprete della sacra Scrittura per capire bene ciò che egli ha voluto comunicarci, deve ricercare con attenzione, che cosa gli agiografi abbiano inteso significare e a Dio piaciuto manifestare con le loro parole.” (D.V. cap. III par. 12)

E’ quindi un privilegio concesso a pochi esperti quello di accostarsi alla Bibbia? No, ad ogni uomo ed in ogni tempo è data la possibilità di coglierne il significato più profondo aiutati e guidati dal giudizio della Chiesa “...la quale adempie il divino mandato e ministero di conservare e interpretare la parola di Dio.” (D.V. cap III par. 12).

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