2 marzo

Povertà

 Una concezione limitata, materialistica della povertà ha fatto pensare per molto tempo alla povertà come ad uno stato fisico, una mancanza di pane, di vestiti, dì casa.

Il povero è pitocco.

Ma le cose non stanno così.

Certo, chi non ha casa, chi non ha pane, è anche lui un povero, ma non è il solo.

Ci sono ben più grandi povertà nell'uomo, indigenze ben paurose, sofferenze ben più acute!

Perché vedere la povertà solo come un fenomeno materiale? Non è una limitazione?

Può darsi che un uomo non mi chieda di aumentargli lo stipendio ma mi chieda un po' di silenzio, un po' d'aria buona, un di verde.

SI, la povertà non è solo mancanza di denaro.

Può essere mancanza di sa te, i aria s respirabile, di serenità.

Può essere mancanza di amore, di luce.

Direi che la povertà dell’uomo universale, meglio, direi che l'uomo è la personificazione della povertà.

Non è che gli manca un po' di pane; gli manca tutto.

Quando odia gli manca l'amore,

quando muore gli manca la vita.

Sì, la povertà dell’uomo è la morte stessa, e non è piccola cosa e non si può rinviare quando batte alla porta.

Ma è proprio su questo sentiero della povertà dell'uomo che Dio ci è venuto incontro.

La povertà libera di Dio  si è seduta accanto a quella forzata dell'uomo.

Che cosa si può dire ad uno che soffre?

Il silenzio di Dio è il modo rispettoso con cui Lui si avvicina all'uomo povero. 

Le altre parole non sono mature.

indice Carlo Carretto 2008