10 marzo 2019

Attendere

 Il tutto incominci˛ quel giorno in cui in una fetta di deserto, nella solitudine del Sahara, sognai di essere schiacciato da un gran masso di granito sotto il quale mi ero addormentato per riposare. Fui condotto dinanzi al giudizio di Dio, e fui giudicato sull'amore: nient'altro. Una coperta negata ad un povero mi spedý in purgatorio e lÓ capii che per uscirne avrei dovuto fare un atto d'amore perfetto cioŔ un atto della stessa natura dell'amore di Ges¨.

Non mi sentii capace.

Da allora sono passati molti anni e proprio ieri, venerdý santo, ripensando alla passione di Ges¨ mi ritrovavo nella stessa posizione di quel tempo sotto la grande pietra.

Non sono capace di perfetto amore, non ho la forza di seguire Ges¨ sul Calvario

Ma Ŕ possibile che io mi senta capace? E se mi sentissi capace, se mi sentissi forte, non sarei forse peggiore di quel che sono? Ecco la veritÓ finalmente scoperta nel lungo travaglio dell'esperienza religiosa in me. Se dipenderÓ solo da me non sar˛ mai capace! Deve compiersi un fatto, un passaggio; deve scoccare un lampo, deve venire qualcuno, deve prodursi qualcosa onde... divenire capace.

Ma io non potr˛ mai scoprirlo, mai anticiparlo, mai prevederlo!

Devo solo attendere pregando, amando, piangendo, supplicando.

Questa Ŕ la posizione dell'uomo sulla terra.

Dio, che Ŕ Dio dell' impossibile, verrÓ all'improvviso e toccando la mia anima mi renderÓ capace di seguirlo lÓ dove lui ha stabilito di condurmi, come il ladrone in quel pomeriggio del venerdý santo.

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