8 maggio 2022

In mezzo a noi

Gesù aveva sfamato cinquemila uomini in un luogo solitario prospiciente al lago, il suo lago.

Li aveva fatti sedere sull'erba in gruppi di cento e di cin­quanta e aveva, con cinque pani e due pesci, riempito non solo tutti gli stomaci, ma ben dodici sporte di resti.

Il segno era ben chiaro.

Se nel deserto c'è uno che dà il pane a tanta gente, Dio è manifestato.

Dio è con noi.

E Marco continua la sua catechesi: «Ordinò ai discepoli di salire in barca e precederlo sull'altra riva, verso Betsaida, mentre Egli avrebbe licenziato la folla.

Appena li ebbe licenziati salì sul monte a pregare» (Mc 6, 45s). Anche Matteo segue lo stesso filo e a questo punto aggiunge che Gesù era solo.

Poi il quadro si ingrandisce e cielo e terra contemplano ciò che avviene sul lago.

«La barca distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde a causa del vento contrario.

Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminan­do sul mare.

I discepoli a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: "E un fantasma" e si misero a gridare dalla paura. Ma Gesù subito parlò a loro: "Coraggio, sono io, non abbiate paura"» (Mt 14, 24-27).

E questa la sostanza della fede, è la novità nel rapporto col divino, è la confidenza che Dio è con noi, che il mondo è vinto, che la morte è ingoiata dal Cristo, che esiste la vita eterna, che noi siamo immortali.

Questo non è facile ed è la più grande fatica dell'uomo sulla terra.

Credere, sperare, amare rappresentano davvero il capolavoro di questa misteriosa tenzone tra cielo e terra, tra visibile e invisibile. 

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