VENERDI' SANTO PASSIONE DEL SIGNORE  2 aprile 2021 - Anno B  (25)

"Abita la nostra solitudine"

   

"Signore Gesù Cristo, nell'oscurità della morte Tu hai fatto luce; nell'abisso della solitudine più profonda, abita ormai per sempre la protezione potente del Tuo amore; in mezzo al Tuo nascondi-mento possiamo ormai cantare l'alleluia dei salvati. Concedici l'umile semplicità della fede, che non si lascia fuorviare quando Tu ci chiami nelle ore del buio, dell'abbandono, quando tutto sembra appa­rire problematico; concedici, in questo tempo nel quale attorno a Te si combatte una lotta mortale, luce sufficiente per non perderti; luce sufficiente perché noi possiamo darne a quanti ne hanno ancora più bisogno. Concedici che attraverso i giorni luminosi e oscuri di questo tempo possiamo sempre con animo lieto trovarci in cammino verso la Tua gloria futura. Amen." (Joseph Ratzinger-Papa Benedetto XVI)

         
   

RITI DI APERTURA

ORAZIONE

 

 

IL CELEBRANTE CON I MINISTRI ENTRA IN SILENZIO NELLA CHIESA E SI PROSTRA DAVANTI ALL'ALTARE. QUINDI RECITA L'ORAZIONE.

C - Ricordati, o Padre, della tua misericordia e santifica con eterna protezione i tuoi fedeli, per i quali Cristo, tuo Figlio, ha istituito nel suo sangue il mistero pasquale. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

A - Amen.

OPPURE

C - O Dio, che nella passione di Cristo nostro Signore ci hai liberati dalla morte, eredità dell'antico peccato trasmessa a tutto il genere umano, rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio; e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita, l'immagine dell'uomo terreno, così per l'azione del tuo Spirito fa' che portiamo l'immagine dell'uomo celeste. Per Cristo nostro Signore.

A - Amen.

   

LITURGIA DELLA PAROLA

Egli è stato trafitto per le nostre colpe

Dal libro del profeta lsaìa    (52,13‑53,12)

Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente. Come molti si stupirono di lui - tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell'uomo -, così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito. Chi avrebbe creduto al nostro annuncio? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguar­di, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi se­guiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. Maltrattato, si la-sciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sen­tenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non aves­se commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tor­mento vedrà la luce e si sazierà della sua co­noscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha spogliato se stes­so fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli.

Parola di Dio.

A - Rendiamo grazie a Dio.

     

Salmo Responsoriale Salmo 30 (31)

 

 Rit. - Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.

In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso; difendimi per la tua giustizia. Alle tue mani affido il mio spirito; tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. Rit.

Sono il rifiuto dei miei nemici e persino dei miei vicini, il terrore dei miei conoscenti; chi mi vede per strada mi sfugge. Sono come un morto, lontano dal cuore; sono come un coccio da gettare. Rit.

Ma io confido in te, Signore; dico: «Tu sei il mio Dio, i miei giorni sono nelle tue mani». Liberami dalla mano dei miei nemici e dai miei persecutori. Rit.

Sul tuo servo fa' splendere il tuo volto, salvami per la tua misericordia. Siate forti, rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore. Rit.

Cristo imparò l'obbedienza e divenne causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono.

Dalla lettera agli Ebrei  4,14‑16;5,7‑9)

Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno. [Cristo, infatti,] nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l'obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, di-venne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Parola di Dio.

A - Rendiamo grazie a Dio.

     
     

Canto al Vangelo

Rit. - Gloria e lode a te, Cristo Signore!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte e a una morte di croce. * Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome. Rit. - Gloria e lode a te, Cristo Signore!

Vangelo  Gv 18,1 ‑19,42)

   

I SEGNI CHE DESIGNANO I DIVERSI INTERLOCUTORI SONO: # GESÙ; C = CRONISTA; P = DISCEPOLI, E ALTRI PERSONAGGI; F = FOLLA.

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni.

Catturarono Gesù e lo legarono

C. In quel tempo, Gesù usci con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c'era un giardino, nel quale entrò con i suoi disce­poli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcu­ne guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: # «Chi cercate?». C. Gli risposero: P. «Gesù, il Nazareno». C. Disse loro Gesù: # «Sono io!». C. Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro "Sono io", indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: # «Chi cercate?». C. Risposero: P. «Gesù, il Nazareno». C. Gesù replicò: # «Vi ho detto: Sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», C. perché si compisse la parola che egli aveva detto: "Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato". Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pie­tro: # «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?».

Lo condussero prima da Anna

C. Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei, catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno. Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: "E conveniente che un solo uomo muoia per il popolo". Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era co­nosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Al­lora quell'altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: P. «Non sei anche tu uno dei disce­poli di quest'uomo?». C. Egli rispose: P. «Non lo sono». C. Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava. Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e al suo insegnamento. Gesù gli rispose: # «lo ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». C. Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: P. «Così rispondi al sommo sacerdote?». C. Gli rispose Gesù: # «Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». C. Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa, il sommo sacerdote.

Non sei anche tu uno dei suoi discepoli? Non lo sono!

C. Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: P. «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». C. Egli lo negò e disse: P. «Non lo sono». C. Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio, disse: P. «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». C. Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.

Il mio regno non è di questo mondo

C. Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: P. «Che accusa portate contro quest'uomo?». C. Gli risposero: F. «Se costui non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato». C. Allora Pilato disse loro: P. «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!». C. Gli risposero i Giudei: F. «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». C. Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire. Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: P. «Sei tu il re dei Giudei?». C. Gesù rispose: # «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». C. Pilato disse: P. «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». C. Rispose Gesù: # «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». C. Allora Pilato gli disse: P. «Dunque tu sei re?». C. Rispose Gesù: # «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». C. Gli dice Pilato: P. «Che cos'è la verità?». C. E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: P. «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l'usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in li­bertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». C. Allora essi gridarono di nuovo: F. «Non costui, ma Ba­rabba!». C. Barabba era un brigante.

Salve, re dei Giudei!

C. Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: P. «Salve, re dei Giu­dei!». C. E gli davano schiaffi. Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: P. «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». C. Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: P. «Ecco l'uomo!». C. Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: F. «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». C. Disse loro Pilato: P. «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». C. Gli risposero i Giudei: P. «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». C. All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: P. «Di dove sei tu?». C. Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: P. «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». C. Gli rispose Gesù: # «Tu non avresti alcun pote­re su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande».

Via! Via! crocifiggilo!

C. Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono: F. «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare». C. Udite que­ste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litò­stroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parascève della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato dis­se ai Giudei: P. «Ecco il vostro re!». C. Ma quelli gridarono: F. «Via! Via! Crocifiggilo!». C. Disse loro Pilato: P. «Metterò in croce il vostro re?». C. Risposero i capi dei sacerdoti: P. «Non abbiamo altro re che Cesare». C. Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

Lo crocifissero e con lui altri due

C. Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'al-tra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: "Gesù il Nazareno, il re dei Giudei". Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vici-no alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dis­sero allora a Pilato: P. «Non scrivere: "Il re dei Giudei", ma: "Costui ha detto: lo sono il re dei Giudei"». C. Rispose Pilato: P. «Quel che ho scritto, ho scritto».

Si sono divisi tra loro le mie vesti

C. I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti - una per ciascun soldato -, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dis­sero tra loro: P. «Non stracciamola, ma tiria­mo a sorte a chi tocca». C. Così si compiva la Scrittura, che dice: "Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte". E i soldati fecero così.

Ecco tuo Figlio. Ecco tua madre!

C. Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: # «Donna, ecco tuo figlio!». C. Poi disse al discepolo: # «Ecco tua madre!». C. E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: # «Ho sete». C. Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: # «E compiuto!». C. E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

(QUI SI GENUFLETTE E SI FA UNA BREVE PAUSA DI MEDITAZIONE)

E subito ne uscì sangue e acqua

C. Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato - era infatti un giorno solenne quel sabato -, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spez­zarono le gambe all'uno e all'altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: "Non gli sarà spezzato alcun osso". E un altro passo della Scrit­tura dice ancora: "Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto".

Presero il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli insieme ad aromi

C. Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo - quello che in prece­denza era andato da lui di notte - e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di àloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo av­volsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

Parola del Signore.     A - Lode a te o Cristo.

     

Omelia

 

 

 

Preghiera universale

La preghiera universale è un momento tipico della azione liturgica del venerdì santo: davanti a Colui che ha allargato le braccia ed è stato innalzato in croce per riunire tutti, la Chiesa fa proprie le intenzioni di Gesù e prega per tutti.

I. PER LA SANTA CHIESA

Preghiamo, fratelli carissimi, per la santa Chiesa di Dio: il Signore le conceda unità e pace, la protegga su tutta la terra, e doni a noi, in una vita serena e tranquilla, di render gloria a Dio Padre onnipotente.

 (PREGHIERA IN SILENZIO)

Dio onnipotente ed eterno, che hai rivelato in Cristo la tua gloria a tutte le genti, custodisci l'opera della tua misericordia, perché la tua Chiesa, diffusa su tutta la terra, perseveri con saldezza di fede nella confessione del tuo nome.

Per Cristo nostro Signore.              A ‑ Amen.

II. PER IL PAPA

Preghiamo il Signore per il nostro santo padre il nostro Santo Padre il Papa Benedetto: il Signore Dio nostro, che lo ha scelto nell'ordine episcopale, gli conceda vita e salute e lo conservi alla sua santa Chiesa, come guida e pastore del popolo santo di Dio.

(PREGHIERA IN SILENZIO)

Dio onnipotente ed eterno, sapienza che reggi l'universo, ascolta la tua famiglia in preghiera, e custodisci con la tua bontà il papa che tu hai scelto per noi, perché il popolo cristiano, da te affidato alla sua guida pastorale, progredisca sempre nella fede.

Per Cristo nostro Signore.              A‑Amen.

III. PER TUTTI GLI ORDINI SACRI E PER TUTTI I FEDELI

Preghiamo per il nostro vescovo N., per tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi, per tutti coloro che svolgono un ministero nella Chiesa e per tutto il popolo di Dio.

(PREGHIERA IN SILENZIO)

Dio onnipotente ed eterno che con il tuo Spirito guidi e santifichi tutto il corpo della Chiesa, accogli le preghiere che ti rivolgiamo, perché secondo il dono della tua grazia tutti i membri della comunità nel loro ordine e grado ti possano fedelmente servire.

Per Cristo nostro Signore. A‑Amen.

IV. PER I CATECUMENI

Preghiamo per i [nostri] catecumeni: il Signore Dio nostro illumini i loro cuori e apra loro la porta della sua misericordia, perché mediante l'acqua del Battesimo ricevano il perdono di tutti i peccati e siano íncorporati in Cristo Gesù nostro Signore.

(PREGHIERA IN SILENZIO)

Dio onnipotente ed eterno, che rendi la tua Chiesa sempre feconda di nuovi figli, aumenta nei [nostri] catecumeni l'intelligenza della fede, perché, nati a vita nuova nel fonte battesimale, siano accolti fra i tuoi figli di adozione.

Per Cristo nostro Signore. A‑Amen.

V. PER L'UNITA DEI CRISTIANI

Preghiamo per tutti i fratelli che credono in Cristo: il Signore Dio nostro conceda loro di vivere la verità che professano e li raduni e li custodisca nell'unica sua Chiesa.

(PREGHIERA IN SILENZIO)

Dio onnipotente ed eterno, che riunisci i dispersi e li custodisci nell'unità, guarda benigno al gregge dei tuo Figlio, perché coloro che sono stati consacrati da un solo Battesimo formino una sola famiglia nel vincolo dell'amore e della vera fede.

Per Cristo nostro Signore. A‑Amen.

VI. PER GLI EBREI

Preghiamo per gli Ebrei: il Signore Dio nostro, che li scelse primi fra tutti gli uomini ad accogliere la sua parola, li aiuti a progredire sempre nell'amore del suo nome e nella fedeltà alla sua alleanza.

(PREGHIERA IN SILENZIO)

 Dio onnipotente ed eterno, che hai fatto le tue promesse ad Abramo e alla sua discendenza, ascolta la preghiera della tua Chiesa, perché il popolo primogenito della tua alleanza possa giungere alla pienezza della redenzione.

Per Cristo nostro Signore.  A ‑Amen.

VII. PER I NON CRISTIANI

Preghiamo per coloro che non credono in Cristo, perché illuminati dallo Spirito Santo, possano entrare anch'essi nella via della salvezza.

(PREGHIERA IN SILENZIO

Dio onnipotente ed eterno, fa' che gli uomini che non conoscono il Cristo possano conoscere la verità camminando alla tua presenza in sincerità di cuore, e a noi tuoi fedeli concedi di entrare profondamente nel tuo mistero di salvezza e di viverlo con una carità sempre più grande tra noi, per dare al mondo una testimonianza credibile del tuo amore.

Per Cristo nostro Signore. A‑Amen.

VIII. PER COLORO CHE NON CREDONO IN DIO

Preghiamo per coloro che non credono in Dio, perché, vivendo con bontà e rettitudine di cuore, giungano alla conoscenza del Dio vero.

(PREGHIERA IN SILENZIO)

Dio onnipotente ed eterno, tu hai messo nel cuore degli uomini una così profonda nostalgia di te, che solo quando ti trovano hanno pace: fa' che, al di là di ogni ostacolo, tutti riconoscano i segni della tua bontà e, stimolati dalla testimonianza della nostra vita, abbiano la gioia di credere in te, unico vero Dio e padre di tutti gli uomini.

Per Cristo nostro Signore. A‑Amen.

IX. PER I GOVERNANTI

Preghiamo per coloro che sono chiamati a governare la comunità civile, perché il Signore Dio nostro illumini la loro mente e il loro cuore a cercare il bene comune nella vera libertà e nella vera pace.

(PREGHIERA IN SILENZIO

Dio onnipotente ed eterno, nelle tue mani sono le speranze degli uomini e i diritti di ogni popolo: assisti con la tua sapienza coloro che ci governano, perché, con il tuo aiuto, promuovano su tutta la terra una pace duratura, il progresso sociale e la libertà religiosa.

Per Cristo nostro Signore. A‑Amen.

X. PER I TRIBOLATI

Preghiamo, fratelli carissimi, Dio Padre onnipotente, perché liberi il mondo da ogni disordine: allontani le malattie, scacci la fame, renda libertà ai prigionieri, giustizia agli oppressi, conceda sicurezza a chi viaggia, il ritorno ai lontani da casa, la salute agli ammalati, ai morenti la salvezza eterna.

(PREGHIERA IN SILENZIO)

Dio onnipotente ed eterno, conforto degli afflitti, sostegno dei tribolati, ascolta il grido dell'umanità sofferente, perché tutti si rallegrino di avere ricevuto nelle loro necessità il soccorso della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. 

A‑Amen.

     
   

ADORAZIONE DELLA CROCE

   

FRA LA CENA E LA CROCIFISSIONE DI GESÙ C'E’ UNA PROFONDA UNITÀ. QUESTA SERA NON SI CELEBRA LA MESSA, MA LA CHIESA SENTE CHE SI PROLUNGA LA CENA DEL SIGNORE CELEBRATA NEL GIOVEDÌ SANTO. IN QUESTO MOMENTO SIAMO INVITATI A VENERARE LA CROCE VIENE PROGRESSIVAMENTE PRESENTATA LA CROCE ALLA ADORAZIONE DEI PRESENTI CANTANDO PER TRE VOLTE:Ecco il legno della Croce, al quale fu appeso il Cristo, Salvatore del mondo.

L'ASSEMBLEA RISPONDE CANTANDO:

A ‑ Venite, adoriamo.

QUINDI TUTTI SI INGINOCCHIANO IN ADORAZIONE. TUTTI SONO INVITATI AD ACCOSTARSI ALLA CROCE PER INGINOCCHIARSI IN ADORAZIONE E BACIARE IL CROCIFISSO.

CANTI PER L'ADORAZIONE DELLA SANTA CROCE:

 

IN TE LA NOSTRA GLORIA (LdP 306 o 234)

Rit. In te la nostra gloria, / o Croce del Signore. / Per te salvezza e vita nel sangue redentor. / La Croce di Cristo è nostra gloria, / salvezza e risurrezione.

Dio ci sia propizio e ci benedica, e per noi illumini il suo volto. Sulla terra si conosca la sua via: la tua salvezza in tutte le nazioni. Rit.

Si rallegrino, esultino le genti: nella giustizia tu giudichi il mondo, nella rettitudine tu giudichi i popoli, sulla terra governi le genti. Rit.

 

LAMENTI DEL SIGNORE I

1 e 2. Popolo mio che male ti ho fatto?

In che ti ho provocato? Dammi risposta.

1. lo ti ho guidato fuori dall'Egitto, e tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.

2. Popolo mio che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta.

1. Hàgios o Theós.

2. Sanctus Deus.

1. Hàgios ischyrós. 2. Sanctus fortis.

1. Hàgios athànatos, eléison himàs.

2. Sanctus immortàlis, miserére nobis.

1 e 2. Perché ti ho guidato quarant'anni nel deserto, ti ho sfamato con manna, ti ho introdotto in paese fecondo, tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.

Hàgios o Theós. Etc.

1 e 2. Che altro avrei dovuto fare e non ti ho fatto? lo ti ho piantato, mia scelta e florida vigna, ma tu mi sei divenuta aspra e amara: poiché mi hai spento la sete con aceto, e hai piantato una lancia nel petto del tuo Salvatore.

Hàgios o Theós. Etc.

 

LAMENTI DEL SIGNORE II

1. lo per te ho flagellato l'Egitto e i primogeniti suoi, e tu mi hai consegnato per esser flagellato.

2. Popolo mio, che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta.

1. lo ti ho guidato fuori dall'Egitto e ho sommerso il faraone nel Mar Rosso, e tu mi hai consegnato ai capi dei sacerdoti.

2. Popolo mio, che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta.

1. lo ho aperto davanti a te il mare, e tu mi hai aperto con la lancia il costato.

2. Popolo mio, che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta.

1. lo ti ho fatto strada con la nube, tu mi hai condotto al pretorio di Pilato.

2. Popolo mio, che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta.

1. lo ti ho nutrito con manna nel deserto, tu mi hai colpito con schiaffi e flagelli.

2. Popolo mio, che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta.

1. lo ti ho dissetato dalla rupe con acqua di salvezza, tu mi hai dissetato con fiele e aceto.

2. Popolo mio, che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta.

1. lo per te ho colpito i re dei Cananei, tu hai colpito il mio capo con la canna.

2. Popolo mio, che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta.

1. lo ti ho posto in mano uno scettro regale, tu hai posto sul mio capo una corona di spine.

2. Popolo mio, che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta.

1. lo ti ho esaltato con grande potenza, tu mi hai sospeso al patibolo della croce.

2. Popolo mio, che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta.

 

INNO

1 e 2 Antifona

Crux fidelis inter omnes arbor una nobilis: nulla silva talem profert, fronde, flore, germine. Dulce lignum, dulces clavos, dulce pondus sustinet.

O Croce di nostra salvezza, albero tanto glorioso, un altro non v'é nella selva, di rami e di fronde a te uguale. Per noi dolce legno, che porti appeso il Signore del mondo.

1. Inno

Pange, lingua, gloriosi lauream certaminis, et super crucis tropheo dic triumphum nobilem: qualiter Redemptor orbis immolatus vicerit.

1.  Esalti ogni lingua nel canto lo scontro e la grande vittoria, e sopra il trofeo della Croce proclami il suo grande trionfo, poiché il Redentore dei mondo fu ucciso e fu poi vincitore.

2.   O Croce di nostra salvezza, albero tanto glorioso, un altro non v'é nella selva, di rami e di fronde a te uguale.

 

De parentis protoplasti fraude Factor condolens, quando pomi noxialis in necem morsu ruit: ipse lignum tunc notavit, damna ligni ut solveret.

1. D'Adamo comprese l'inganno e n'ebbe il Signore pietà, quando egli dei frutto proibito gustò e la morte lo colse. Un albero scelse, rimedio al male dell'albero antico.

2. Per noi dolce legno, che poni appeso il Signore dei mondo.

 

Hoc opus nostrae salutis ordo depoposcerat; multiformis proditoris ars ut artem falleret: et medelam ferret inde, hostis unde laeserat.

1. La nostra salvezza doveva venire nel corso dei tempi, doveva divina sapienza domare l'antico nemico, e trarci a salvezza là dove a noi era giunto l'inganno.

2. O Croce di nostra salvezza, albero tanto glorioso, un altro non v'é nella selva, di rami e di fronde a te uguale.

 

Quando venit ergo sacri plenitudo temporis, missus est ab arce Patris Natus, orbis Conditor; atque ventre virginali carne amictus prodiit.

1. E quando il momento fu giunto dei tempo fissato da Dio, ci venne qual dono dei Padre il Figlio, Creatore dei mondo; agli uomini venne, incarnato nel grembo di Vergine Madre.

2. Per noi dolce legno, che poni appeso il Signore del mondo.

 

Felle potus ecce languet: spina, clavi, lancea, mite corpus perforarunt, unda manat et cruor: terra, pontus, astra, mundus, quo lavantur flumine!

1. Or ecco l'aceto ed il fiele, gli sputi, la lancia ed i chiodi; trafitto l'amabile corpo, da cui rosso sangue fluisce, torrente che lava la terra, il mare, il cielo ed il mondo.

2. O Croce di nostra salvezza, albero tanto glorioso, un altro non v'è nella selva, di rami e di fronde a te uguale.

 

Flecte ramos, arbor alta, tensa laxa viscera, et rigor lentescat ille, quem dedit nativitas: et superni membra Regis, tende miti stipite.

1. Or piega i tuoi rami frondosi, distendi le rigide fibre, s'allenti quel rigido legno che porti con te per natura; accogli su un morbido tronco le membra dei Cristo Signore.

2. Per noi dolce legno, che porti appeso il Signore dei mondo.

 

Sola digna tu fuisti ferre mundi victimam: atque portum praeparare arca mundo naufrago: quem sacer cruor perunxit, fusus Agni corpore.

1. Tu fosti l'albero degno di reggere il nostro riscatto un porto prepari per noi come arca salvezza dei mondo, dei mondo cosparso dal sangue versato dal Corpo dei Cristo.

2. O Croce di nostra salvezza, albero tanto glorioso, un altro non v'è nella selva, di rami e di fronde a te uguale.

 

Sempiterna sit beatae Trinitati gloria: aequa Patri Filioque, par decus Paraclito: Unius Trinique nomen laudet universitas. Amen.

1 e 2. Al Padre sia gloria ed al Figlio, e gloria allo Spirito Santo; eterna sia gloria per sempre all'Unico e Trino Signore; il suo amore il mondo ha redento, e sempre il suo amore lo salva. Amen.

 

TI SALUTO, O CROCE SANTA

Rit. Ti saluto, o Croce santa, / che portasti il Redentor; / gloria, lode, onor ti canta / ogni lingua e ogni cuor.

1. Sei vessillo glorioso di Cristo, / sei salvezza dei popol fedel, / grondi sangue innocente sul tristo / che ti volle martirio crudel. Rit.

2. O Agnello divino immolato / sull'altar della croce, pietà! / Tu, che togli dei mondo il peccato, / salva l'uomo che pace non ha. Rit.

   

SANTA COMUNIONE

   

IL SACERDOTE DOPO CHE HA PORTATO IL SANTISSIMO SACRAMENTO DAL LUOGO DELLA REPOSIZIONE ALL'ALTARE, DICE:

C - Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento osiamo dire:

TUTTI - Padre nostro che sei nei cieli, sia santi­ficato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.

C - Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni, e con l'aiuto della tua miseri­cordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell'attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro salvatore Gesù Cristo. A - Tuo il regno, tua la potenza e la gloria nei secoli.

C - Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell'Agnello.

A - O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di' soltanto una parola e io sarò salvato.

DOPO ESSERSI COMUNICATO IL SACERDOTE CELEBRANTE DISTRIBUISCE LA COMUNIONE Al FEDELI.

C - Preghiamo.           (PAUSA DI PREGHIERA)

Dio onnipotente ed eterno, che ci hai rinnovati con la gloriosa morte e risurrezione del tuo Cristo, custodisci in noi l'opera della tua misericordia, perché la partecipazione a questo grande mistero ci consacri sempre al tuo servizio. Per Cristo nostro Signore.

A - Amen.

ORAZIONE SUL POPOLO

IL SACERDOTE STENDENDO LE MANI VERSO IL POPOLO DICE:

C - Scenda, o Padre, la tua benedizione su questo popolo che ha celebrato la morte del tuo Figlio nella speranza di risorgere con lui; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza nella redenzione eterna. Per Cristo nostro Signore.

A - Amen.

L'ASSEMBLEA SI SCIOGLIE IN SILENZIO.

     
   

CANTI

   

 O CRUX, AVE

1. O Crux, ave, spes unica! Gesù Signore ha sofferto per noi. Il cammino a tutti indicò per mostrare a noi la sua strada

2. Nessuna colpa mai commise Gesù; sempre nel silenzio soffrì, rimettendosi al suo Padre. Alt.

3. Le nostre colpe sulla croce portò per aver sal­vezza in lui. A Gesù la gloria per sempre! Rit.

SIGNORE, DOLCE VOLTO         

Signore, dolce volto di pena e di dolor. O volto pien di luce colpito per amor. Avvolto nella morte perduto sei per noi. Accogli il nostro pianto, o nostro Salvator. Nell'ombra della morte resistere non puoi. O Verbo, nostro Dio, in croce sei per noi. Nell'ora del dolore ci rivolgiamo a te. Accogli il nostro pianto, o nostro Salvator.

O capo insanguinato del dolce mio Signor, di spi­ne incoronato, trafitto dal dolor. Perché son sì spietati gli uomini con te? Ah, sono i miei peccati! Gesù, pietà di me!

O CRISTO, TU REGNERAI          
Rit.: O Cristo, tu regnerai! O Croce, tu ci salverai!

1. II Cristo crocifisso morendo ci riscattò. La Croce benedetta salvezza a noi portò.

2. Estendi sopra il mondo il regno di santità: o Croce, sei sorgente di grazia e di bontà.

3. Nei nostri cuori infondi un fuoco di carità: tu, fonte del perdono, rinnova l'umanità.

4. Cantiamo lode e gloria a Cristo, il Redentor, e al Padre onnipotente in te, Spirito d'Amor.

DOLCE SIGNORE  

Dolce Signore, nostro Salvatore, e tristemente tra-dito e abbandonato: noi peccatori ti abbiamo amareggiato: pietà, Signore.

Dolce Signore, mite e innocente, e duramente colpito e flagellato: noi peccatori ti abbiamo tormentato: pietà, Signore.

Dolce Signore, ora muori in croce, e la tua croce dà vita al mondo intero: noi ti preghiamo, o nostro Salvatore: pietà, Signore!

NELL'ULTIMA      

Nell'ultima gran cena, / la notte che tradito / ti vide, Redentor, / a noi tuo Sangue e Corpo / donasti in sacrificio / nel tempo fino al tuo tornar. Memoria della morte / e di risurrezione / è segno di unità! / Ci colma d'ogni grazia, / ci dà pegno di gloria, / è sacramento di unità.

IL SIGNORE È IL MIO PASTORE

1. Il Signore è il mio pastore nulla manca ad ogni attesa, in verdissimi prati mi pasce, mi disseta a placide acque.

2. È il ristoro dell'anima mia, in sentieri diritti mi guida per amore del santo suo nome. Dietro Lui mi sento sicuro.

3. Pur se andassi per valle oscura, non avrò a temere alcun male perché sempre mi sei vicino, mi sostieni col tuo vincastro.

4. Quale mensa per me tu prepari sotto gli occhi dei miei nemici, e di olio mi ungi il capo: il mio calice è colmo d'ebbrezza.

5. Bontà e grazia mi sono compagne quanto dura il mio cammino, io starò nella casa di Dio lungo tutto il migrare dei giorni.

MISTERO DELLA CENA  

I. Mistero della Cena è il Corpo di Gesù. Mistero della Croce è il Sangue di Gesù. E questo pane e vino è Cristo in mezzo ai suoi. Gesù risorto e vivo sarà sempre con noi.

2. Mistero della Chiesa è il Corpo di Gesù. Miste­ro della pace è il Sangue di Gesù. Il pane che mangiamo fratelli ci farà. Intorno a questa mensa l'amore crescerà.

SE MI VUOI SEGUIRE, ASCOLTA        

1. Se mi vuoi seguire, ascolta: / la Croce d'ogni giorno prendi, / poi vieni ed io ti guiderò.

Rit. Confido solo in te, speranza mia, Gesù! /Ti seguirò dovunque andrai, /ti seguirò, e annuncerò la tua bontà.

2. II tuo nome è scritto in cielo: la festa del Signore è pronta! / La via è breve insieme a me. Rit.

TI SALUTO, O CROCE SANTA

Rit. Ti saluto, o Croce santa, / che portasti il Redentor; / gloria, lode, onor ti canta/ogni lin­gua ed ogni cuor.

1. Sei vessillo glorioso di Cristo, / sei salvezza del popol fedel. / Grondi sangue innocente sul tristo / che ti volle martirio crudel. Rit.

2.O Agnello divino immolato/ sull'altar della croce pietà! / Tu che togli dal mondo il peccato / salva l'uomo che pace non ha. Rit.

SIGNORE DIO        

1. Signore Dio in te confido: / tu sei speranza del mio cuor./ Nell'ansie mie a te m'affido; / vicino a te non ho timor.

Rit. In te fidente non cadrò; / al gaudio eterno giungerò.

2. Tu sei mio gaudio, mia fortezza, / del tuo amor non mi privar. / Da te io spero la salvezza; / non sia vano il mio sperar. Rit.

   
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