DOMENICA DELLE PALME  28 marzo 2021  - Anno B  (23)

 

Abbandono universale

 

Oggi ascoltiamo la lettura della Passione secondo il vangelo di Marco. È un racconto che pone in primo piano solo i fatti e le situazioni.

Gesù viene tradito, abbandonato da tutti i disce­poli, condannato da tutti: la gente, le autorità reli­giose e politiche. Il racconto fa progressivamente entrare Gesù in un silenzio sempre più profondo, totale. "Tu lo dici" è l'unica parola che egli rispon­de alle domande di Pilato. Da allora non dirà più niente, fino alla drammatica invocazione: "Eloì, Eloì, lamà sabactanì?", "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". La solitudine esistenziale di ogni persona è vinta.

Il nostro Salvatore ci libera dal sentimento di non contare niente per nessuno.

 

         
       

IL TRIDUO PASQUALE

In questa grande settimana ci sono i giorni più solenni dell'Anno Liturgico. Il Triduo Pasquale non costituisce una preparazione alla solennità di Pasqua, ma nel suo insieme esprime la Pasqua, come insegnava già S. Agostino: «Il santissimo triduo di Gesù Cristo crocifisso, sepolto e risorto". Inizia alla messa vespertina del giovedì, la messa "nella Cena del Signore", per continuare nel venerdì della crocifissione, nel sabato di Gesù sepolto e nella notte di Pasqua.

La veglia pasquale è il momento più importante: si svolge nella notte santa in cui Cristo è risorto, notte "che ricongiunge la terra al cielo e l'uomo al suo creatore" (Exultet).

Fin dall'inizio la Chiesa ha celebrato la Pasqua annuale, solennità delle solennità, con una veglia notturna: la risurrezione di Cristo è fondamento della nostra fede e pone tutta la Chiesa nell'attesa che si compia la beata speranza: il nostro salvatore Gesù Cristo verrà a farci partecipi della sua vita.

   

Commemorazione dell'ingresso del Signore in Gerusalemme

   

LA MEMORIA DELL'INGRESSO DEL SIGNORE IN GERUSALEMME SI FA IN TUTTE LE MESSE. DOVE NON È POSSIBILE LA PROCESSIONE PARTENDO ALL'ESTERNO DELLA CHIESA, SI PUÒ FARE L'INGRESSO SOLENNE PRIMA DELLA MESSA PRINCIPALE NELLA FORMA PIÙ ADATTA AL LUOGO.

PRIMA DI TUTTE LE ALTRE MESSE SI COMMEMORA CON UN CANTO ADATTO O CON LA PROCLAMAZIONE DELLA ANTIFONA D'INGRESSO.

Antifona

 

Osanna al Figlio di Davide. Benedet­to colui che viene nel nome del Signore: è il Re d'Israele. Osanna nell'alto dei cieli. Mt 21, 9

   

IL SACERDOTE SALUTAI FEDELI CHE HANNO GIÀ IN MANO I RAMI D'ULIVO.

C - La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi.

A - E con il tuo spirito.

POI CON QUESTE O ALTRE PAROLE ILLUSTRA IL SIGNIFICATO DEL RITO ED ESORTA I FEDELI AD UNA PARTECIPAZIONE ATTIVA E CONSAPEVOLE.

C - Fratelli carissimi, questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del Signore, alla quale ci stiamo preparando con la penitenza e con le

opere di carità fin dall'inizio della Quaresima. Gesù entra in Gerusalemme per dare compi-mento al mistero della sua morte e risurrezione. Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione.

PREGHIAMO - O Dio onnipotente ed eterno, benedici e questi rami di ulivo, e concedi a noi tuoi fedeli, che accompagniamo esultanti il Cristo, nostro Re e Signore, di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo. Egli vive e regna nel secoli dei secoli.

A - Amen.

QUINDI IL CELEBRANTE ASPERGE I RAMI CON L'ACQUA BENEDETTA.

Vangelo  Mc 11,1-10

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

C - Dal vangelo secondo Marco.

A - Gloria a te, o Signore.

Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Sle­gatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: "Perché fate questo?", rispondete: "Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito"». Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché sle­gate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare. Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gri­davano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli!».

Parola del Signore. A - Lode a te, o Cristo.

   

C - Imitiamo, fratelli carissimi, le folle di Gerusalemme, che acclamavano Gesù, Re e Signore, e avviamoci in pace.

SI AVVIA LA PROCESSIONE DURANTE LA QUALE SI ESEGUONO CANTI ADATTI (VEDI ULTIMA PAGINA).

   

MESSA DELLA PASSIONE

     PER LA COMMEMORAZIONE DELL'INGRESSO DI GESÙ A GERUSALEMME, NELLA FORMA SEMPLICE, SI ESEGUE IL CANTO DI INGRESSO OPPURE, DOPO IL CONSUETO INIZIO E SALUTO, SI PROCLAMA LA SEGUENTE ANTIFONA.

Antifona

 

 

Sei giorni prima della solenne ce­lebrazione della Pasqua, quando il Signore entrò in Gerusalemme, gli andarono incontro i fanciulli: portavano in mano rami di palma, e acclamavano a gran voce: «Osanna nell'alto dei cieli: Gloria a te che vieni, pieno di bontà e di misericordia».

SEGUE L'ATTO PENITENZIALE. NON SI RECITA IL "GLORIA". DOPO LA PRO-CESSIONE O L'INGRESSO SOLENNE LA MESSA INIZIA CON LA COLLETTA.

COLLETTA  

C - Preghiamo.           (PAUSA DI PREGHIERA)

O Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, fa' che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della sua passione, per partecipare alla gloria della risurrezione. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

A - Amen.

   

LITURGIA DELLA PAROLA

 

 

Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso.

Dal libro del profeta Isaia (50,4-7)

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da disce­polo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato in-dietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellato­ri, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso.

Parola di Dio.

A - Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale  dal Sal. 21-22  

Rit. - Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo: «Si rivolga al Signore; lui lo liberi, lo porti in salvo, se davvero lo ama!». Rit.

Un branco di cani mi circonda, mi accerchia una banda di malfattori; hanno scavato le mie mani e i miei piedi. Posso contare tutte le mie ossa. Rit.

Si dividono le mie vesti, sulla mia tunica get­tano la sorte. Ma tu, Signore, non stare lontano, mia forza, vieni presto in mio aiuto. Rit.

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all'assemblea. Lodate il Signore, voi suoi fedeli, gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe, lo tema tutta la discendenza d'Isra­ele. Rit.

   

Cristo umiliò sé stesso, per questo Dio lo esaltò.

Dalla lettera di s. Paolo ap. ai Filippesi (2,6-11)

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbedien­te fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.

Parola di Dio.

A - Rendiamo grazie a Dio.

Canto al Vangelo Fil 2,8-9

Rit. - Lode e onore a te, Signore Gesù!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte e a una morte di croce. * Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.

Rit. - Lode e onore a te, Signore Gesù!

Vangelo 

Marco, nel racconto della passione, presenta Gesù come il Messia della croce, che muore per la nostra salvezza, ma che è rifiutato, tradito e abbandonato dai destinatari del suo amore.

   

#  = Gesù; C = Cronista; A = Discepoli, amici e altri personaggi; F = Folla.

(NON SI PROCLAMANO I TITOLI IN CORSIVO)

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco      (14,1-15,47)

Cercavano il modo di impadronirsi di lui per ucciderlo

C Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Àzzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturare Gesù con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: F «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo».

 

Ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura

C Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: F «Perché que­sto spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». C Ed erano in­furiati contro di lei. Allora Gesù disse: # «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un'azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».

 

Promisero a Giuda Iscariota di dargli denaro

C Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. Quelli, all'udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.

 

Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?

C Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: F «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». C Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: # «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: «Il Maestro dice: "Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?". Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». C I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

 

Uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà

C Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse:  # «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». C Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l'altro: F «Sono forse io?». C Egli disse loro: # «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo, dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!».

 

Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue dell'alleanza

C E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: # «Prendete, questo è il mio corpo». C Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: # «Questo è il mio sangue dell'allean­za, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

 

Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai

C Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: # «Tutti rimarrete scan­dalizzati, perché sta scritto: "Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse". Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». C Pietro gli disse: A «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». C Gesù gli disse: # «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». C Ma egli, con grande insistenza, diceva: A «Anche se dovessi morire conte, io non ti rinnegherò». C Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.

 

Cominciò a sentire paura e angoscia

C Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: # «Sedetevi qui, mentre io prego». C Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: # «La mia anima è triste fino alla mor­te. Restate qui e vegliate». C Poi, andato un po' innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell'ora. E diceva: # «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». C Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: # «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». C Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne per la terza volta e disse loro: # «Dormite pure e riposatevi! Basta! E venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

 

Arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta

C E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: A «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». C Appena giunto, gli si avvicinò e disse: A «Rabbi» C e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio. Allora Gesù disse loro: # «Come se fossi un brigante siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!». C Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo.

 

Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?

C Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: F «Lo abbiamo udito mentre diceva: "lo distruggerò questo tempio, fatto da mani d'uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d'uomo"». C Ma nem­meno così la loro testimonianza era concorde. Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all'assemblea, interrogò Gesù dicendo: A «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». C Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: A «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». C Gesù rispose: # «lo lo sono! E vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo». C Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: A «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». C Tutti sentenziarono che era reo di morte. Alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: F «Fa' il profeta!». C E i servi lo schiaffeggiavano.

 

Non conosco quest'uomo di cui parlate

C Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: A «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». C Ma egli negò, dicendo: A «Non so e non capisco che cosa dici». C Poi uscì fuori verso l'ingresso e un gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: A «Costui è uno di loro». C Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: F «E vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo». C Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: A «Non conosco quest'uomo di cui parlate». C E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.

 

Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?

C E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: A «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: # «Tu lo dici». C I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: A «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». C Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito. A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: A «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». C Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: A «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». C Ed essi di nuovo gridarono: F «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: F «Crocifiggilo!». C Pilato, vo­lendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

 

Intrecciarono una corona di spine e gliela misero sul capo

C Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: F «Salve, re dei Giudei!». C E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.
 

Condussero Gesù al luogo del Golgota

C Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

 

Con lui crocifissero anche due ladroni

C Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: "Il re dei Giudei". Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

 

Ha salvato altri e non può salvare se stesso!

C Quelli che passavano di là lo insultavano, scuo­tendo il capo e dicendo: F «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». C Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: F «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». C E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

 

Gesù, dando un forte grido, spirò

C Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: # «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», C che significa: e «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». C Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: F «Ecco, chiama Elia!». C Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: A «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». C Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

QUI SI GENUFLETTE E SI FA UNA BREVE PAUSA)

C Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: A «Davvero quest'uomo era Figlio di Dio!». C Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di loses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

 

Giuseppe fece rotolare una pietra all'entrata del sepolcro

C Venuta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d'Arimatèa, membro autorevole del Sinedrio, che aspettava anch'egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli doman­dò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, io depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all'entrata del sepolcro. Maria di Màgdala e Maria madre di loses stavano a osservare dove veniva posto.

Parola del Signore. A Lode a te, o Cristo.

Omelia

   

lo credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra: e in Gesù Cristo, suo unico Figlio nostro Signore (INCHINO), il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen. 

Preghiere dei fedeli

 

IL TESTO PUÒ ESSERE SOSTITUITO O AVERE VARIAZIONI

C - Come veri discepoli seguiamo Cristo, umile Re di gloria, che entra in Gerusalemme per portare a compimento sulla croce la sua missione redentrice. Uniti al nostro salvatore, invochiamo Dio, Padre mi­sericordioso, principio è fonte di ogni benedizione. Per la passione del tuo Figlio, ascoltaci, o Padre.

1. Per la santa Chiesa: celebrando con viva fede il grande mistero della passione e morte di Cristo, guardi con cuore materno alla croce di tanti suoi figli e doni loro conforto e sollievo. Preghiamo. Rit.

2. Per tutti i battezzati: la celebrazione della Setti­mana Santa renda più intensa la sequela di Cristo che con filiale abbandono è in cammino verso la croce. Preghiamo. Rit.

3. Per coloro che soffrono: uniti alla passione di Cristo e consolati dall'amore fraterno, riscoprano la forza rigenerante della fede. Preghiamo. Rit.

4. Per i giovani: sostenuti dalla testimonianza e dal­la intercessione dei santi, siano autentici discepoli di Gesù e compiano senza paura scelte generose. Preghiamo. Rit.

5. Per noi qui riuniti: attingiamo dall'Eucaristia la forza di essere in famiglia e nella società strumenti di pace. Preghiamo. Rit.

ALTRE INTENZIONI O MOMENTO DI SILENZIO

C - Ascolta, o Padre, la preghiera del tuo popolo che si incammina con il tuo Figlio verso il Calvario: fa' che, dopo averlo acclamato nel giorno dell' esultanza, lo seguiamo con amore nell' ora oscura e vivificante della croce. Egli vive e regna nei e secoli dei secoli.       

A - Amen.

   

LITURGIA EUCARISTICA

   

C - Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo. Dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane... questo vino...

A - Benedetto nei secoli il Signore.

C - Pregate, fratelli e sorelle...

A - Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa.

ORAZIONE SULLE OFFERTE (IN PIEDI) C - Dio onnipotente, la passione del tuo unico Figlio affretti il giorno del tuo perdono; non lo meritiamo per le nostre opere, ma l'ottenga dalla tua misericordia questo unico mirabile sacrificio.Per Cristo nostro Signore.     

A - Amen.

Prefazio della Passione  MR p.124

 

C - Il Signore...          

A - E con il tuo spirito.

C - In alto...

A - Sono rivolti al Signore.

C - Rendiamo...

A - E cosa buona e giusta.

C -

C - Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.

A - È cosa buona e giusta.

C - È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro. Egli, che era senza peccato, accettò la passione per noi pec­catori e, consegnandosi a un'ingiusta condanna, portò il peso dei nostri peccati. Con la sua morte lavò le nostre colpe e con la sua risurrezione ci acquistò la salvezza. E noi, con tutti gli angeli del cielo, innalziamo a te il nostro canto, e proclamiamo insieme la tua lode:

TUTTI - Santo, Santo, Santo...

Preghiera Eucaristica II

MR p. 424

 

IL CELEBRANTE Può SCEGLIERE UN'ALTRA PREGHIERA EUCARISTICA

C - Veramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità. Ti preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito perché diventino per noi il Corpo e e il Sangue del Signore nostro Gesù Cristo. Egli, consegnandosi volontariamente alla passione, prese il pane, rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse:

PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI: QUESTO È IL MIO CORPO OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.

Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice, di nuovo ti rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse:

PRENDETE, E BEVETENE TUTTI: QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA, VERSATO PER VOI E PER TUTTI IN REMISSIONE DEI PECCATI.

FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME.

C - Mistero della fede.

A - Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo.

C - Celebrando il memoriale della morte e risurre­zione del tuo Figlio, ti offriamo, Padre, il pane della vita e il calice della salvezza, e ti rendiamo grazie perché ci hai resi degni di stare alla tua presenza a compiere il servizio sacerdotale. Ti preghiamo umilmente: per la comunione al Corpo e al Sangue di Cristo, lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo. Ricordati, Padre, della tua Chiesa diffusa su tutta la terra e qui convocata nel giorno in cui Cristo ha vinto la morte e ci ha resi partecipi della sua vita immortale: rendila perfetta nell'amore in unione con il nostro papa N., il nostro vescovo N., i presbiteri e i diaconi. Ricordati anche dei nostri fratelli e sorelle che si sono addormentati nella speranza della risurrezione e, nella tua misericordia, di tutti i defunti: ammettili alla luce del tuo volto. Di noi tutti abbi misericordia, donaci di aver parte alla vita eterna, insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, san Giuseppe, suo sposo, gli apostoli [, san N.: santo del giorno o patrono] e tutti i santi che in ogni tempo ti furono graditi, e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua lode e la tua gloria. Per Cristo, con Cristo e in Cristo a te, Dio Padre onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.

A - Amen.

Riti di Comunione  

PAROLE DI INTRODUZIONE

TUTTI - Padre nostro, che sei nei cieli...

C - Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni, e con l'aiuto della tua miseri­cordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell'attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro salvatore Gesù Cristo. A - Tuo è il regno, tua la potenza e la gloria nei secoli.

C - Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

A - Amen.

C - La pace del Signore sia sempre con voi.

A - E con il tuo spirito.

C - Scambiatevi il dono della pace.

A - (MENTRE SI SPEZZA IL PANE) Agnello di Dio...

C - Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell'Agnello.

A - O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di' soltanto una parola e io sarò salvato.

Alla Comunione Mt 26,42  

Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà.

   

 

DOPO LA COMUNIONE  

C - Preghiamo. O Padre, che ci hai nutriti con i tuoi santi doni, e con la morte del tuo Figlio ci fai sperare nei beni in cui crediamo, fa' che per la sua risur­rezione possiamo giungere alla meta della nostra speranza. Per Cristo nostro Signore.

A - Amen.

   

RITI DI CONCLUSIONE

   

C - II Signore sia con voi.

A - E con il tuo spirito.

C - Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo.

A - Amen.

C - La Messa è finita: andate in pace.

A - Rendiamo grazie a Dio.

   

La Settimana Santa

   

Dalla celebrazione di questa domenica "delle Palme" e della Passione del Signore, fino a tutta la domenica di Pasqua, siamo invitati a seguire Gesù, quasi ora dopo ora, negli eventi della sua ultima Pasqua a Gerusalemme.

Nei primi tre giorni della Settimana Santa, in molte chiese c'è l'adorazione solenne, chiamata "delle quaranta ore".

Il Giovedì Santo si celebrano soltanto la Messa Crismale e la Messa nella Cena del Signore; non ci sono altre messe neanche per i funerali.

Al mattino, Messa Crismale nella chiesa Cattedrale: il Vescovo celebra l'Eucarestia con i sacerdoti della Diocesi. C'è la benedizione degli Oli Santi: l'Olio dei Catecumeni, per l'unzione prima del Battesimo; l'Olio degli Infermi per l'unzione dei malati; il Santo Crisma per l'unzione dei cresimandi e dei sacerdoti.

I sacerdoti rinnovano le loro promesse sacerdotali. Sono presenti i diaconi, i ministri straordinari della Comunione, le religiose, i religiosi, ministranti e rappresentanze di laici.

 

 

Il Triduo Pasquale

   

• GIOVEDÌ SANTO

Alla sera - SANTA MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE. Inizio del Triduo Pasquale, centro di tutto l'anno liturgico. Vengono rievocati gli avvenimenti dell'Ultima Cena, dell'istituzione dell'Eucarestia e del Sacerdozio. All'inizio vengono portati processionalmente gli Oli Santi. Dopo l'annuncio della Parola c'è la lavanda dei piedi e la consegna dei frutti della colletta quaresimale "Un pane per amor di Dio". Al termine della Messa l'Eucarestia viene portata all'altare della reposizione; i fedeli sono invitati a sostare in adorazione.

• VENERDÌ SANTO

CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE.

Giorno penitenziale di digiuno ed astinenza dalle carni. La celebrazione inizia con la lettura della Parola di Dio. Segue l'orazione universale. Viene poi presentata ai fedeli la Croce: essi si accostano in segno di adorazione e la baciano. La distribuzione dell'Eucarestia conclude il rito.

•  SABATO SANTO

IL GRANDE SILENZIO. In questo giorno non ci sono celebrazioni liturgiche. È il giorno in cui il Figlio di Dio discende agli inferi e illumina tutta l'oscurità della morte. Prosegue il digiuno (facol­tativo). La Chiesa vive l'attesa della Risurrezione.

. PASQUA DI RISURREZIONE

VEGLIA PASQUALE che deve essere celebrata nella notte, più tardi di ogni altra celebrazione vespertina, non prima delle 21. In essa la Chiesa celebra l'annuncio fondamentale della sua fede: "Cristo è risorto!". La solenne liturgia prevede quattro momenti.

-          La liturgia della luce. Benedizione del fuoco nuovo, accensione del cero pasquale ed ingresso, nella chiesa buia, con il segno della luce: "Cristo Luce del mondo!". Viene cantato l'annuncio pasquale "Exultet".

-          La liturgia della parola. Diverse letture bibliche rievocano i fatti salienti della storia della Sal­vezza. Prima della proclamazione del Vangelo della Risurrezione le campane (mute dalla sera del giovedì santo) annunciano, nel loro concerto di festa, l'Evento pasquale.

-          La liturgia battesimale. Benedizione dell'acqua battesimale, amministrazione (molto opportuna) dei Battesimi, rinnovazione delle promesse battesimali dei fedeli.

-          La liturgia eucaristica. Il culmine della celebrazione pasquale: Cristo risorto è vivo in mezzo al suo popolo, si offre al Padre, diventa cibo nel cammino della vita.

DOMENICA DI PASQUA: "Questo è il giorno di Cristo Signore, alleluja, alleluja!". Il Signore è risorto! Da oggi, per cinquanta giorni, la Chiesa celebra il fondamento della sua fede.

     
   

CANTI

   

OSANNA AL FIGLIO DI DAVID

Rit. Osanna al Figlio di David, Osanna al Re­dentor.

Apritevi, o porte eterne / avanzi il Re della gloria, / adorin cielo e terra / l'eterno suo poter.

Rit. Osanna al Figlio di David, Osanna al Re­dentor.

LE FOLLE DEGLI EBREI

Antifona - Le folle degli Ebrei, portando rami d'ulivo, andavano al Signore e acclamavano a gran voce: Osanna nell'alto del cieli.

OPPURE, IN GREGORIANO:

Pueri Hebraeorum portantes ramos olivarum, obviaverunt Domino, calamtes et dicentes: Hosanna in excelsis.

QUEST'ANTIFONA SI PUÒ, EVENTUALMENTE, ALTERNARE CON LE STROFE DEL SALMO 23.

Del Signore è la terra e quanto contiene, * l'uni-verso e i suoi abitanti.

E lui che l'ha fondala sui mari * e sui fiumi l'ha stabilita. Rit.

Chi salirà il monte del Signore? * Chi starà nel suo luogo santo?

Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pro­nunzia menzogna, * chi non giura a danno del suo prossimo. Rit.

Egli otterrà benedizione dal Signore, * giustizia da Dio sua salvezza.

Ecco la generazione che lo cerca, * che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. Rit.

Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, * ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria? * Il Signore forte e potente, il Signore potente in battaglia. Rit. Sollevate, porte i vostri frontali, alzatevi porte antiche, * ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria? * II Signore degli eserciti è il re della gloria. Rit.

Ant. - Le folle degli Ebrei lungo la strada sten­devano i mantelli, e acclamavano a gran voce: Osanna al Figlio di Davide. Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

CHRISTUS VINCIT

Christus vincit! Christus regnat! Christus, Christus imperat!

Tempora bona veniant, pax Christi veniat, Re­gnum Christi veniat!

Christus vincit! Christus regnat! Christus, Christus imperat!

LAUDA SION SALVATOREM (F. Caudana) Lauda, Sion, Salvatorem, lauda ducem et pasto­rem, in hymnis et canticis.

Sit laus piena, sit sonora, sit jucunda, sit decora mentis iubilatio.

Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat! (bis)

SIGNORE DIO

1. Signore Dio in te confido: tu sei speranza del mio cuor. Nell'ansie mie a te m'affido; vicino a te non ho timor.

Rit. In te fidente non cadrò; al gaudio eterno giungerò.

2. Tu sei mio gaudio, mia fortezza, del tuo amor non mi privar. Da te io spero la salvezza; non sia vano il mio sperar. Rit.

DOLCE SIGNORE

Dolce Signore, nostro Salvatore, e tristemente tradito e abbandonato, noi peccatori ti abbiamo amareggiato: pietà, Signore!

Dolce Signore, mite e innocente, e duramente colpito e flagellato, noi peccatori ti abbiamo tor­mentato: pietà, Signore!

NELL'ULTIMA GRAN CENA

1. Nell'ultima gran cena, la notte che, tradito, ti vide, redentor, a noi tuo Sangue e Corpo donasti in sacrificio nel tempo fino al tuo tornar.

2. Memoria della morte e di risurrezione è segno di unità; ci colma d'ogni grazia, ci dà pegno di gloria, è sacramento di pietà.

IL SIGNORE È IL MIO PASTORE

1. II Signore è il mio pastore nulla manca ad ogni attesa, in verdissimi prati mi pasce, mi disseta a placide acque.

2. E il ristoro dell'anima mia, in sentieri diritti mi guida per amore del santo suo nome. Dietro Lui mi sento sicuro.

3. Pur se andassi per valle oscura / non avrò a temere alcun male perché sempre mi sei vicino, mi sostieni col tuo vincastro.

4. Quale mensa per me tu prepari sotto gli occhi dei miei nemici, e di olio mi ungi il capo: il mio calice è colmo d'ebbrezza.

5. Bontà e grazia mi sono compagne quanto dura il mio cammino, io starò nella casa di Dio lungo tutto il migrare dei giorni.

INNO DEL GIUBILEO

Rit. Gloria a te, Cristo Gesù, oggi e sempre tu regnerai! Gloria a te! Presto verrai: sei spe­ranza solo tu.

Sia lode a te! Cuore di Dio, con il tuo Sangue lavi ogni colpa: torna a sperare l'uomo che muore. Solo in te pace e unità! Amen! MaranàTha! Rit. Sia lode a te! Vita del mondo, umile Servo fino alla morte, doni alla storia nuovo futuro.

Solo in te pace e unità! Amen! MaranàTha! Rit. Sia lode a te! Pietra angolare, seme nascosto, luce nel buio: in nessun altro il mondo si salva. Solo in te pace e unità! Amen! MaranàTha! Rit.

   
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