domenica  16 agosto 2015
 

IL SIGNIFICATO DELLA VITA

 

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: «Ci sono domande?».

Uno studente gli chiese: «Professore, qual è il significato della vita?».

Qualcuno, tra i presenti che si apprestavano a uscire, rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era.

«Le risponderò».

Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: «Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita.

Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare la luce — la verità, la comprensione, la conoscenza, la bontà, la tenerezza ­nei bui recessi del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qual­cuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto.

In questo per me sta il significato della vita».

 

Anche la più piccola delle pozzanghere può rispecchiare tutto il cielo.

 
 
 

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