"Adorare il Padre in spirito e verità" (Giovanni 4, 23)

Salmo 49


[1]Salmo. Di Asaf.

Parla il Signore, Dio degli dei,
convoca la terra da oriente a occidente.
[2]Da Sion, splendore di bellezza,
Dio rifulge.
[3]Viene il nostro Dio e non sta in silenzio;
davanti a lui un fuoco divorante,
intorno a lui si scatena la tempesta.

[4]Convoca il cielo dall'alto
e la terra al giudizio del suo popolo:
[5]“Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno sancito con me l'alleanza
offrendo un sacrificio”.
[6]Il cielo annunzi la sua giustizia,
Dio è il giudice.

[7]“Ascolta, popolo mio, voglio parlare,
testimonierò contro di te, Israele:
Io sono Dio, il tuo Dio.
[8]Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici;
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.
[9]Non prenderò giovenchi dalla tua casa,
né capri dai tuoi recinti.

[10]Sono mie tutte le bestie della foresta,
animali a migliaia sui monti.
[11]Conosco tutti gli uccelli del cielo,
è mio ciò che si muove nella campagna.
[12]Se avessi fame, a te non lo direi:
mio è il mondo e quanto contiene.

[13]Mangerò forse la carne dei tori,
berrò forse il sangue dei capri?
[14]Offri a Dio un sacrificio di lode
e sciogli all'Altissimo i tuoi voti;
[15]invocami nel giorno della sventura:
ti salverò e tu mi darai gloria”.

[16]All'empio dice Dio:
“Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
[17]tu che detesti la disciplina
e le mie parole te le getti alle spalle?

[18]Se vedi un ladro, corri con lui;
e degli adùlteri ti fai compagno.
[19]Abbandoni la tua bocca al male
e la tua lingua ordisce inganni.

[20]Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
getti fango contro il figlio di tua madre.
[21]Hai fatto questo e dovrei tacere?
forse credevi ch'io fossi come te!
Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati”.

[22]Capite questo voi che dimenticate Dio,
perché non mi adiri e nessuno vi salvi.
[23]Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora,
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio.

Questa requisitoria contro una religione religione senza anima richiama la veemenza delle invettive dei profeti. E un oracolo solenne. L'autore sa dispiegare davanti ai nostri occhi tutto l'apparato di una manifestazione divina: Dio in persona entra solennemente in scena per apostrofare gli uomini che strapazzano il culto e la Legge, e richiama i solenni impegni dell'alleanza. Un quadro del giudizio finale! Che si debbano dei tributi alimentari alla divinità è stata un'idea di molti pagani; ma l'Onnipotente non ha bisogno dei nostri beni terreni: tutto infatti appartiene a lui. Questa diatriba contro il culto esteriore si trova spesso nella Bibbia, specialmente nei profeti (1 Samuele 15, 22; 1 Cronache 29, 16‑19; Isaia 1, 10‑16; 29, 13s; 58, 1‑8; Osea 6, 6; Michea 6, 5‑8; Geremia 6, 20; 7, 21; Gioele 2, 13; Zaccaria 7, 4‑6; Malachia 1, 10) ed è presente altrove nel Salterio (39, 7‑9; 50,18s; ecc). Non che si condannino i sacrifici né il culto in generale, solo si denuncia quel formalismo che si accontenta di compiere dei riti. Il Vangelo insisterà molto su questo insegnamento (Matteo 5, 23; 12, 7; Marco 12, 33), che Paolo riprenderà a sua volta nella sua dottrina sul culto in spirito (Romani 12, 7; Filippesi 2, 17; 3, 3). Un altro tipo di formalismo è quello di avere la religione o la Legge più sulle labbra che nel cuore e nella vita. Non è fede autentica quella che non scopre l'esigenza morale e particolarmente quella della giustizia e del rispetto verso gli altri. «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli...», aggiungerà Gesù (Matteo 7, 21).

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