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IL PIAVE

BOLLETTINO PARROCCHIALE DI SAN NICOLO'

 (ottobre 1993)

I DIECI ANNI DEL CEIS

Il 29 maggio scorso, nella sede dell'Accoglienza di via Rugo, è stato celebrato il decennale del CEIS di Belluno. La cerimonia si è svolta senza tanto clamore, come è nel costume del CEIS alla presenza di S.E. Monsignor Maffeo Ducoli e delle maggiori autorità locali, provinciali e regionali. Nel corso dell'incontro, attraverso la proiezione di un documentario, è stato spiegato ai presenti il metodo educativo e terapeutico e dell'organizzazione che si snoda attraverso tre fasi (Accoglienza, Comunità Terapeutica e Rientro). La relazione fatta dal presidente Don Gigetto De Bortoli, oltre ai vari ringraziamenti per tutti quelli che in questi anni hanno dato vita e sostenuto il Centro, ha puntualizzato come la celebrazione del decennale ha come funzione la costruzione di un futuro.  

Breve storia  

 Il CEIS di Belluno è uno dei 37 Centri Italiani che, seguendo il programma terapeutico «PROGETTO UOMO» ideato da Don Marto Picchi sull'esperienza americana del Daytop-Village di New York, segue sin dal 1978 i giovani tossicodipendenti avviandoli al recupero e reinserimento nella società attiva. Il Centro è sorto ufficialmente il 6 maggio 1983. Da allora ad oggi sono entrati in contatto con il CEIS 529 tossicodipendenti (dati aggiornati ad aprile 1993) con le relative famiglie.  All'aumento dell'utenza si è affiancata la crescita di una decina di punti di ascolto a cavallo delle tre province di Belluno, Vicenza e Treviso, e la «Casa Alloggia, di Soccher, di proprietà del papà di don Gigetto, per quanti si trovano al primo approccio con il programma e non sono appoggiati da una normale famiglia. Il CEIS è cresciuto anche nel numero degli operatori: 15 sono i dipendenti affiancati da ben 75 volontari/coadiutori sia interni che esterni. Il Centro svolge anche un'intensa at­tività preventiva, specie nei confronti degli studenti e in appoggio alle autorità scolastiche. Ben 4428 tra conferenze, dibattiti e incontri hanno permesso di portare nel territorio la voce di un'alternativa al dramma della solitudine che fà da sfondo al problema droga.

Non a caso in questi anni attorno al CEIS sono nate anche iniziative collaterali come il "Telefono Amico” per chi cerca una voce (4 sinora i punti Belluno, Feltre, Cortina D'Ampezzo e Bassano del Grappa) o i “Gruppi di Appoggio”a per i giovani che hanno problemi diversi. Particolare attenzione è poi rivolta alle famiglie che hanno il problema in casa. Esistono infatti i punti di ascolto dove queste possono rivolgersi, oppure per avere un aiuto più concreto si può sempre partecipare ai "primi approcci» che si svolgono ogni mercoledì alle ore 17 nella sede dell'Accoglienza in via Rugo.  

Il progetto educativo

 Il “Progetto Uomo” che fa da base al programma educativo e terapeutico dei Centri CEIS pone al centro del suo cammino la persona nella sua globalità. Parte dall'ipotesi che il fenomeno droga è conseguenza di gravi problemi personali, sociali, familiari ed è comunque sintomo di una crisi di identità e di difficili relazioni interpersonali. Il fenomeno droga non è perciò il problema di fondo ma il sintomo del problema. La certezza della sua soluzione è garantita da un cammino che il ragazzo dovrà compiere con la sua famiglia alla ricerca dei valori che consentano una vita libera dalla dipendenza della droga. Personalmente fin dall'inizio ho considerato il CEIS come "il dono di un incontro». Dono in quanto mi è stato offerto di entrare al CEIS e non è stato un atto di mia spontanea volontà; incontro perché avvenuto con persone che mi hanno consentito di fare un'esperienza umana particolare. Non basta la scritta CEIS per testimoniare che si tratta di un Centro di Solidarietà. E' proprio l'incontro con le persone che in esso operano o fruiscono delle sue prestazioni, che lo prova e che ha avuto una grande influenza su di me. Non è facile trovare un'associazione a cui dare la propria disponibilità senza una preparazione specifica, che ti accetti con i tuoi limiti che ti consenta di condividere la pena dei genitori che vivono il problema di un figlio drogato, e che ti dia la possibilità di confrontarti con gli stessi per verificare come è la tua posizione di genitore anche quando sembra che in casa tua tutto vada bene. Qui anche le tue prove che, messe a confronto dei problemi di droga ti sembrano un nulla, vengono considerate e condivise con attenzione ed affetto senza dare giudizi e super ricette per risolverle, ma solo facendoti comprendere che tu hai, come tutti, delle capacità per affrontarle. E quando hai compreso ciò, hai acquisito una maggiore fiducia in te stessa e sei pronta a creare un rapporto migliore con le persone che ti stanno più vicine e con l'ambiente che ti circonda. Il CEIS è una massa di affetto e umanità che si allarga a macchia d'oglio e che nasce da chi lo frequenta. E' una realtà che la nostra parrocchia, anche se inizialmente scettica e timorosa, accoglie ora con disponibilità, tanto da aver provveduto a nominare un membro del consiglio pastorale con il compito di curare i rapporti tra la parrocchia stessa ed il Centro.

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