Belluno, 10 gennaio 2005

 

Lettera di Borgo Piave

La notizia ci è piombata inattesa e quanto mai triste. Il nostro amato parroco, don Claudio se ne va.

Ogni partenza è uno strappo doloroso, quasi fisico, sia per chi va via sia per chi resta.

Vogliamo ringraziare  don Claudio per il suo impegno spesso a piene mani in parrocchia, per il suo modo umano e comprensivo di avvicinare i parrocchiani, non da una cattedra, ma sullo stesso piano, da fratello a fratelli.

Ha saputo valorizzare tutti invitando ciascuno a partecipare alla vita della comunità a seconda delle proprie possibilità ed inclinazioni: chiedeva molto perché dava molto.

Lo ringraziamo per il suo amore per i giovani e i bambini,  ne sopportava ben volentieri l’esuberanza e li viziava come un padre molto tenero.

Nella Santa Messa ci trovavamo tutti come una grande famiglia adulti, giovani, anziani, sposi con i piccoli in braccio o in culla e non importava se qualcuno strillava o giocava con la bambola e seguiva a modo suo il coro perché proprio così sono i piccoli in famiglia.

Nella casa del Signore ci sentivamo come a casa nostra.

Non dimenticheremo le sue escursioni in montagna (quattro passi a detta di don Claudio) anche se qualcuno arrivava col fiatone, ma poi le bellezze godute dall’alto ci ripagavano dalla fatica.

E salendo insieme, aspettando chi aveva il passo più corto, spianandoci a vicenda, abbiamo imparato a conoscerci e a volerci bene.

Perché questo è lo scopo di andare insieme alla stessa meta nei pellegrinaggi, nei viaggi, nelle escursioni, rafforzare la fede e sentirci più uniti quasi fratelli.

Lo ringraziamo per i riti partecipati, allietati dal coro.

Un grazie di cuore, soprattutto, per essere stato vicino ai giovani, ai loro problemi ai loro dubbi, alle loro speranze e per aver posto, nei nostri piccoli, figli e nipoti, i sensi della fede e dell’amore concreto con il prossimo.

Non ti dimenticheranno, non ti dimenticheremo perché hai avuto parte importante nella nostra vita.

E un giorno molti diranno: “Mi ha battezzato don Claudio”, oppure: “E’ stato don Claudio ad unirci in matrimonio”.

Che il Signore gli sia vicino in questo doloroso passo della sua vita e lo aiuti a proseguire la sua missione sacerdotale.

Giovanna C.

     

 

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