Belluno, 8 gennaio 2005

 

S.E. Mon.Giuseppe Andrich

Vescovo di Belluno e Feltre

Belluno

 

e, p.c. Al Consiglio Pastorale

della Parrocchia di Borgo Piave

Belluno

 

Ch.mo Signor Vescovo,

 

Ci rivolgiamo a Lei in qualità di “gruppo giovani” della Parrocchia di Borgo Piave.

Pochi giorni fa ci è giunta la notizia dell’improvvisa partenza del nostro Parroco, don Claudio Sacco, dalla nostra comunità. Tristezza, rimpianto, smarrimento sono state le reazioni a quanto abbiamo appreso, e sentiamo la necessità di ripercorrere tutto ciò che di buono e di importante don Claudio ha portato nella nostra parrocchia, certi che Lei capirà quanto sia necessaria la sua presenza tra di noi.

Parliamo innanzitutto di un’istituzione di Borgo Piave, nata proprio per noi giovani l’anno stesso dell’arrivo di don Claudio: il camposcuola al Cavallino. Un impegno costante, un “appuntamento fisso”, che di anno in anno ci chiama a raccolta e ci vede entusiasti e uniti nel lavoro di preparazione, di svolgimento e di prosecuzione post-camposcuola. Un motivo di incontro fondamentale, il fulcro attorno a cui ruota il gruppo giovani. Un’iniziativa che richiama moltissimi ragazzi, anche di altre parrocchie, sia in veste di animatori, sia di animati, in un gruppo che cresce sempre più col tempo.

Al camposcuola segue ogni estate il cineforum, aperto non solo ai ragazzi che hanno partecipato al campeggio, ma anche ai bambini più piccoli e a chi non c’era al mare. Un’occasione per incontrarsi e per conoscersi attorno a un film da cui don Claudio riesce sempre ad estrarre un insegnamento e una modalità di comunicazione con ciascuno.

Noi giovani siamo poi coinvolti nell’uscita per la notte di San Nicolò. Un ragazzo in veste di San Nicolò e tutti gli altri di seguito, cerchiamo di portare un po’ di magia e di stupore nelle case dei più piccoli, che sempre ci attendono con ansia.

Maggio è il mese del fioretto, un impegno che vede i bambini protagonisti indiscussi. Serate di preghiera, di racconti e di merende a base di ciliegie, che richiamano ogni giorno numerose famiglie.

Il pranzo di fine maggio al campo sportivo è una sorta di premio per questo mese intenso. Una domenica in cui tutti i bambini si ritrovano ancora, insieme ai loro genitori, agli anziani, a tanti ragazzi che magari non si vedevano in parrocchia da un po’, ma che subito si integrano nuovamente e con entusiasmo servono le portate. Un’occasione per ritrovarsi intorno a una tavolata, per mangiare, certo, ma soprattutto per conoscersi, per creare il senso di comunità.

Da giugno a settembre il programma prevede le gite in montagna, alla portata di tutti. Con don Claudio in testa al gruppo, abile intrattenitore e profondo conoscitore della montagna, si sale, ognuno col proprio passo, chi è in difficoltà sostenuto dagli altri. E con soddisfazione arrivano sempre alla meta tutti, compresi bambini e anziani.

Gli anziani, che possono raggiungere luoghi nuovi, che mai avrebbero pensato di riuscire a vedere. Questo grazie anche ai pellegrinaggi organizzati da don Claudio, due all’anno, uno in Italia e uno all’Estero. Viaggi nella religione, nella cultura e nella storia, vissuti in un’atmosfera di armonia e di gioia.

Anziani che possono trascorrere una settimana al mare, e che altrimenti non avrebbero altre possibilità di andarci. Una settimana anch’essi al Cavallino, con un’altra animazione, certo, ma che li ritempra e li fa tornare con nuovo entusiasmo e vigore…magari dopo aver visto Venezia per la prima volta nella propria vita.

Cos’altro possiamo dire di don Claudio?

Don Claudio sa lanciare sfide. E sa insegnare. Così nasce il coro degli adulti, fatto di gente che spesso non conosce la musica, di direttori che mai avrebbero pensato di trovarsi “dall’altra parte”, ma che si lanciano in questa sfida con fiducia, e riescono.

Ed è così che nasce il sito della parrocchia, è così che nascono gli articoli del bollettino. Grazie a una sfida e all’entusiasmo di chi la coglie e dà il massimo dell’impegno, incentivato dalla convinzione di don Claudio e dalla fiducia che questi ha riposto in lui.

E, infine, le messe di don Claudio. Le omelie che non annoiano, ma che incuriosiscono, fanno pensare e poi discutere, arrivano a tutti, semplici, ma profonde. Omelie che hanno catturato persone che si erano allontanate dalla Chiesa, e che si erano riavvicinate poi solamente per curiosità. Messe animate dai bambini, che con gioia ogni domenica corrono ai propri posti, chi a vestirsi da chierichetto, chi ad accordare la chitarra, chi a sistemare cartelloni e a ripassare frasi per la “scenetta”.

Un don Claudio che sa capire le persone, che ne accetta le diverse reazioni dinanzi alle difficoltà della vita e si fa vicino nel modo più adatto e con le parole più giuste per ciascuno. Un don Claudio da cui tutti sono stati conquistati, chi per un motivo, chi per un altro, e che ha creato un clima di affetto profondo tra noi parrocchiani e tra noi e lui.

Ci chiediamo ora come potremmo portare avanti tutto ciò senza una guida come il nostro parroco, senza colui che ha fatto crescere la Borgo Piave che conosciamo.

 

Gentilissimo Signor Vescovo, noi giovani di Borgo Piave abbiamo preso la decisione di parlarLe di don Claudio per chiederLe di valutare la possibilità di permettere che rimanga ad essere lui il nostro parroco.

Qualora ciò non fosse assolutamente possibile, La preghiamo di consentirgli di continuare ad occuparsi delle attività in corso.

La ringraziamo per l’attenzione che vorrà dedicarci e Le porgiamo distinti saluti.- 

Il gruppo giovani di Borgo Piave

     

 

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